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A GRAZ si fa la spesa al mercato di Kaiser-Josef-Platz,
con il canestro di vimini sotto il braccio, acquistando i prodotti
direttamente dai contadini che ogni giorno (tranne la domenica),
arrivano dalle campagne. Seconda in Austria, dopo la capitale, per
popolazione (240mila abitanti), è chiamata “città verde” per i viali e i
giardini, ma anche perché ha ottenuto che la vicina autostrada fosse
interrata preservando il paesaggio delle sue colline. Tutto il centro
storico (riservato a pedoni, biciclette e tram dagli anni Settanta) è
dal 1999 Patrimonio dell’Umanità: il riconoscimento dell’Unesco rende
omaggio ai palazzi medievali, rinascimentali, barocchi e
jugendstil situati sulla riva sinistra del fiume Mur. Ma non è un museo
all’aperto: è una città industriale (legata soprattutto all’automobile)
e universitaria (frequentata da 40mila studenti in tre sedi; vanta anche
la prima facoltà istituita in Europa per il jazz) che dà il via ogni
anno a importanti iniziative musicali (Styriarte, il festival estivo
diretto da Nikolaus Harnoncourt, grazese e pronipote dell’arciduca
Giovanni d’Asburgo), teatrali d’avanguardia (Steirischeer Herbst,
l’autunno stiriano, cui hanno contribuito Samuel Beckett, Günter Grass,
Allen Ginsberg, Eugène Jonesco), ed eventi letterari (dagli anni
Sessanta si tiene Forum Stadtpark che ha consolidato la sua fama di
punto di riferimento per la letteratura di lingua tedesca).
Nel 2003 Graz è
stata nominata Capitale Europea della Cultura e, per l’occasione, si è
rifatta il trucco splendidamente. Oggi è una realtà frizzante ricca di
stimoli culturali ed artistici, e il suo Schlossberg è un
bellissimo balcone sulla città.
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