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L’ambito territoriale dei Colli Orientali del Friuli comprende la fascia
collinare della provincia di Udine, per un totale complessivo di più di
2000 ettari di superficie vitata. I vini prodotti in questa zona sono il
risultato di un terroir,
vale a dire la combinazione di terreno – clima – vitigno,
particolarmente favorevole. Le condizioni pedoclimatiche ottimali hanno
permesso la coltivazione di vitigni autoctoni, ovvero nati e
acclimatatisi al particolare condizioni pedo-climatiche dei Colli
Orientali o che vengono qui coltivati da tempi immemorabili, così come
di altre varietà provenienti da diverse zone europee, che qui si sono
ben adattate producendo dei considerevoli risultati in termini
qualitativi. La produzione dei Colli Orientali del Friuli, rigorosamente
contenuta in termini quantitativi, si caratterizza per la manualità
delle vendemmie e per l’uso discreto delle più moderne tecniche
enologiche; tradizione e modernità per matenere l’integrità del
prodotto, garantire un alto standard qualitativo ma soprattutto
regalare sensazioni uniche grazie alla secolare e felice interazione tra
uomo-vitigno-territorio. I vitigni autoctoni della zona sono la
Malvasia, il Picolit, il Pignolo, il Refosco dal
Peduncolo Rosso, la Ribolla Gialla, lo Schioppettino,
il Tazzelenghe, il Tocai Friulano e il Verduzzo
Friulano. Alcuni di questi possono vantare oltre duemila anni di
storia documentata, da quando i Romani, così narra Tito Livio nella sua
storia di Roma, stabilirono la prima colonia nella zona di Aquileia. Una
tradizione di lunga data tramandata fino ai nostri giorni: basti pensare
che attualmente il disciplinare di produzione dei Colli Orientali del
Friuli annovera al suo interno il maggior numero di vitigni autoctoni in
Italia.
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