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La cucina croata è una
cucina regionale
che riflette la storia, la geografia e la cultura del popolo croato.
I Greci, per primi, impiantarono la vite sulle isole di Hvar e
Vis, ma furono gli Ungheresi a introdurre piatti tipici come il goulash
e il paprikash. Ai Turchi si deve il sarma
(involtini ripieni di crauti), i peperoni verdi ripieni. Gli Italiani,
invece, importarono nella regione vari tipi di pasta.
Caratteristica principale della cucina croata è la grande varietà dei
cibi in un'area tutto sommato ristretta. Ogni regione ha la propria
specialità, di cui va giustamente fiera. Ecco solo qualche esempio:
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FORMAGGI:
famosissimo quello pecorino di Pago (Pag), dal gusto intenso e
inimitabile grazie ai pascoli ricchi di erbe aromatiche e salmastre.
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SALUMI E AFFETTATI:
fantastico il prosciutto
dalmata e istriano, prelibati gli insaccati un po’ ovunque.
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CARNE:
agnello sulle isole quarnerine e in Dalmazia, cotto in
campana secondo la tradizione antica, porchetta allo spiedo e
selvaggina in Istria, tacchino nelle regioni interne.
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PESCE, CROSTACEI E FRUTTI DI
MARE:
per la freschezza, la
varietà della scelta e la genuinità dei modi di preparazione, da
soli valgono il viaggio.
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PIATTI TIPICI:
a base di pregiati
tartufi in Istria, primi piatti di pasta, minestre
e gnocchi un po’ dappertutto.
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VINI:
quasi tutte le regioni sono
produttrici di ottimi vini, da gustare seguendo una delle rinomate
Strade del Vino; particolarmente rinomate la Slavonia
Orientale (Podunavlije) e quella Meridionale, con le isole di Lesina
(Hvar), Curzola (Korcula) e il Pelijesac. Tra i vini rossi
il migliore è senza dubbio il Dingac (15-16% d'alcool), vino corposo
della penisola di Pelijesac. Degno di nota è pure il Korculanski Grk
(14-15% d'alcool), come pure il Visko, il Hvarsko, il Kastelansko e
il vino istriano. Nelle regioni settentrionali si produce un vino
più leggero, ma più aspro. I vini bianchi
croati più noti, gradevoli e leggeri, sono la Malvazija, la
Grasevina, il Rizling, il Traminac, il Pinot, il Sovignon e la
Pljesivica.
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GRAPPE:
di alto livello le grappe,
dalle bianche naturali a quelle più sfiziose, aromatizzate nei modi
più vari, per la gioia dei palati più esigenti; l’usanza locale è
gustarle non come digestivo a fine pasto, ma come aperitivo o,
comunque, al mattino.
Sempre tra i superalcolici,
da segnalare la grappa di prugne ( slivoviz),
di erbe o di noci.
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