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::Il Carso Triestino::


È il Carso classico, sicuramente l'area più studiata e investigata al mondo, anche se il secondo conflitto mondiale ne ha ridotto enormemente l'estensione. Si tratta di un altopiano alle spalle di Trieste che grazie al noto fenomeno di erosione e solubilizzazione della roccia calcarea si presenta in superficie come povero di corsi d’acqua ma ricco di spettacolari formazioni rocciose, intervallate da doline e inghiottitoi, tra le quali si insinua una vegetazione autoctona di rara importanza e bellezza. Se il mondo superficiale ha il suo fascino - tra il verde intenso di alberi e arbusti, il bianco abbagliante delle pietre e tutte le tonalità del rosso regalate dal sommacco in veste autunnale - il mondo ipogeo è incredibilmente più spettacolare, con oltre duemila cavità scavate nella roccia decorate da innumerevoli pittoresche stalattiti e stalagmiti. La più famosa è senz’altro la Grotta Gigante, entrata nel Guiness dei Primati per essere così vasta da poter contenere comodamente il duomo di Milano. Una sintesi delle caratteristiche naturali del territorio è visitabile nel Giardino Botanico “Carsiana”, che raccoglie le diverse specie botaniche suddivise per ambiente carsico. Sempre sull’altopiano, nel paese di Monrupino il Museo della Casa Carsica riproduce una tipica abitazione contadina del XVII-XVIII secolo. Tra le passeggiate tanto amate dai Triestini in ogni stagione va ricordata la bellissima Val Rosandra, scavata dall’omonimo torrente che forma ancor oggi una pittoresca cascata di 40 metri; oltre a panorami unici, tra sentieri, ghiaioni e pareti verticali - rinomate palestre di roccia - gli appassionati di storia ed arte qui potranno ammirare i resti di un acquedotto romano, l’antica strada ferroviaria che collegava Trieste alla Slovenia e la deliziosa chiesetta di Santa Maria in Siaris, del XIV secolo. Infine, vero fiore all’occhiello della regione: il Sentiero Rilke, dal nome del poeta Rainer Maria Rilke che, innamoratosi della bellezza dei luoghi, qui compose le famose “Elegie Duinensi”. La passeggiata si snoda per due chilometri a picco sul mare e regala scorci mozzafiato sul Castello di Duino e sulla sottostante Baia di Sistiana. Infine, parte integrante della cultura locale e ulteriore retaggio della tradizione asburgica: ogni passeggiata sul Carso dovrebbe terminare con uno spuntino in una delle mille osmize diffuse su tutto il territorio, strutture ad apertura temporanea in cui si gustano solo piatti di produzione locale tra cui saporiti e genuini insaccati, formaggi freschi e stagionati e, naturalmente, i vivaci vini locali: il Terrano e la Vitovska.

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