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Fu sede di un
castelliere preistorico non lontano dalla direttrice principale dei
traffici tra Aquileia ed Emona (l’attuale Lubiana), ma venne citata per
la prima volta in un documento del 28 aprile 1001 "quae sclavonica
lingua vocatur Goritia" redatto dall'imperatore
Ottone III. Fin dall'XI secolo si sviluppò urbanisticamente in due
distinti ambiti: il borgo castellano,
o terra superiore, con un ruolo politico-amministrativo,
e la villa,
o terra inferiore, dalla funzione agricolo-commerciale.
Con una fisionomia urbana sopravvissuta fino ad oggi, nel Cinquecento
passò tra i domini ereditari di casa d'Austria e si allargò ai piedi del
Castello: attorno alla Cattedrale barocca nacque un
nuovo centro storico di impronta settecentesca che ospita anche una
Sinagoga Ebraica, a testimonianza del carattere tollerante,
multietnico e multiculturale della città. A seguito del trattato di pace
del 1947 il territorio di Gorizia venne notevolmente ridotto e diviso
dalla linea di confine che corre tutt’oggi all’interno dell’abitato,
tagliandolo impietosamente in due mezze realtà. Ciò nonostante, Gorizia
è riuscita a mantenere nel tempo le sue caratteristiche di
città-giardino, dove i parchi pubblici e privati si armonizzano
con l'architettura e dove le strade e le sagome dei palazzi, le cupole,
l'atmosfera dei "caffé" testimoniano il passato mitteleuropeo, mentre i
percorsi che si snodano nel nucleo centrale scoprono testimonianze
d’origine ben più antica.
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